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Direzione editoriale di Massimiliano Mangano - Chiara Campanelli 
Premio "Il Contenzioso dell'Anno", nei settori del "Contenzioso di Diritto Amministrativo" e del "Contenzioso davanti la Corte di Cassazione", a cura del Quotidiano d'informazione giuridica online NORMA.
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CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Ambrosio, Bertone, Ghibaudo e Angeletti il riconoscimento "il contenzioso del mese di gennaio", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone, Chiara Ghibaudo e Luigi M. Angeletti, dello Studio Ambrosio & Commodo di Torino, si aggiudicano la prima tappa mensile del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie al successo ottenuto nel ricorso al TAR Lazio, definito con la sentenza della Sezione Terza Quater, 15 gennaio 2019, n. 500, con la quale è stato dichiarato l'obbligo del Ministero dell'Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere, in attuazione di quanto disposto dall'art. 10 della l. n. 36/2001, ad adottare, entro sei mesi, una campagna informativa capillare, rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto la individuazione delle corrette modalità d'uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l'informazione dei rischi per la salute e per l'ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.

La sentenza assume valore assoluto sotto diversi profili.

Sul piano tecnico giuridico appare innovativa l'affermazione, contenuta in sentenza, che le campagne informative e di educazione ambientale di cui all'art. 10 della l. n. 36/2001 non possano essere sussunte nella categoria degli atti meramente materiali, come era stato sostenuto dalle Amministrazioni resistenti, ma debbano essere ascritte al genus degli atti amministrativi generali, in quanto rivolte ad una pluralità indefinita di soggetti, trovando il fondamento giuridico in norme di rango legislativo e presupponendo lo svolgimento di un'attività istruttoria finalizzata alla individuazione dei rischi connessi all'esposizione del corpo umano ai campi elettromagnetici e alla individuazione delle precauzioni da adottare.

Sul piano della tutela del diritto alla salute, costituzionalmente tutelato (art. 32 della Costituzione), c'è certamente bisogno di sensibilizzare tutti gli utenti in merito ad un uso più consapevole degli apparecchi di telefonia mobile che con la tecnologia smart sono ormai divenuti, per molti, vere e proprie appendici esistenziali, la cui pericolosità, specialmente per i minori, andrebbe valutata non solo sul piano della pericolosità delle emissioni, ma anche su quello psicologico.

Il successo ottenuto nel predetto contenzioso ha quindi valore non solo giuridico ma anche civile, per cui agli Avvocati vincitori, oltre ai complimenti, va un sincero ringraziamento.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Studio Ambrosio & Commodo di Torino
Avv. Renato Ambrosio
Avv. Stefano Bertone
Avv. Chiara Ghibaudo
Avv. Luigi M. Angeletti
Le campagne informative e di educazione ambientale di cui all'art. 10 della L. n. 36/2001 da ascriversi al genus degli atti amministrativi generali.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'Avvocatura Generale dello Stato il riconoscimento "il contenzioso del mese di gennaio", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

L'Avvocatura Generale dello Stato, con l'Avv. Danilo Del Gauzio, si aggiudica la prima tappa mensile del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto nel ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione definito con l'ordinanza delle Sezioni Unite, 18 gennaio 2019, n. 1413, con la quale, in accoglimento del ricorso, è stata dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.

Il contenzioso merita il riconoscimento per il valore certamente innovativo della decisione, con la quale le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in rito, hanno affermato che quando sia proposto un ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi degli artt. 8 e ss. del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, e l'opposizione dell'amministrazione intimata, ai sensi dell'art. 48 c.p.a., ancorché senza contestazioni in ordine alla sussistenza della giurisdizione amministrativa, sia stata dichiarata inammissibile dal competente T.A.R. per tardività, con conseguente rimessione degli atti all'amministrazione per la prosecuzione del giudizio in sede straordinaria, il regolamento preventivo di giurisdizione ben può essere proposto in tale sede, deducendosi la non riconducibilità della controversia nell'ambito della giurisdizione amministrativa, presupposto indefettibile del ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi dell'art. 7, comma 8, c.p.a., fino al momento della pronuncia del necessario parere del Consiglio di Stato, che costituisce l'antecedente necessario alla decisione del Presidente della Repubblica.

Passando poi alla specifica questione della identificazione del Giudice munito di giurisdizione, le Sezioni Unite hanno affermato, in contrario avviso al Consiglio di Stato (Sez. VI, 2 febbraio 2018, n. 677), che spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione della controversia relativa alla procedura d'interpello per il conferimento di incarichi di nomina dei direttori dei musei archeologici nazionali in quanto priva di natura concorsuale, sebbene aperta a soggetti esterni e caratterizzata da una pluralità articolata di fasi, il cui segmento finale, sfociante nella formazione di terne di nominativi, nell'ambito delle quali operare la scelta conclusiva e fiduciaria a cura del Ministro o del Direttore generale, ha carattere dominante rispetto all'intero percorso della selezione (finalizzata alla nomina di un solo aspirante), cosicché esso conferisce il carattere sostanzialmente non concorsuale all'intera procedura d'interpello, con conseguente attribuzione della relativa cognizione giudiziale all'A.G.O.

Non c'è dubbio che da questo contenzioso, sicuramente innovativo sotto molteplici profili, emerga l'importanza di una qualità essenziale per chi esercita la professione di avvocato: saper fare di necessità virtù. La Difesa Erariale, per nulla scoraggiata dalla declaratoria di inammissibilità dell'opposizione proposta sul ricorso straordinario affinché la controversia fosse decisa davanti al TAR competente, ha comunque proposto ricorso per regolamento preventivo, "ben consapevole del problema (che è nuovo)", come le stesse Sezioni Unite hanno rilevato.

Ne è scaturito un risultato che, sul piano tecnico e giuridico, è certamente di grande valore e, per chi si appassiona al processo e ad alle sue alchimie, per certi versi anche spettacolare.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avvocatura Generale dello Stato
Avv. Danilo Del Gauzio
In relazione alla peculiare "procedura di selezione pubblica" le Sezioni Unite affrontano la questione sull'ammissibilità del ricorso preventivo di giurisdizione proposto in pendenza di ricorso straordinario e sul riparto di giurisdizione.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il Contenzioso dell'anno: agli Avvocati Roberto Pera, Silvio Rizzini Bisinelli e Carlo Spampinato il riconoscimento "Il contenzioso del mese di febbraio", per il diritto amministrativo.

Lo Studio Legale Rödl, con gli Avvocati Roberto Pera, Silvio Rizzini Bisinelli e Carlo Spampinato, si aggiudica la tappa del mese di febbraio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Lazio, Sezione Terza Quater, con sentenza 22 febbraio 2019, n. 2405, con l'annullamento dell'aggiudicazione del servizio di tesoreria di cassa bandito dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense.

Il contenzioso assume grande rilievo perché, oltre all'importanza dell'appalto, il TAR, in accoglimento delle censure sollevate, ha sancito diversi importanti principi in materia di procedure di affidamento di appalti pubblici, con particolare riguardo alla determinazione dei criteri di aggiudicazione ed alla attribuzione dei punteggi alle offerte presentate, nonché in materia di compatibilità di composizione della commissione aggiudicatrice, chiarendosi che la prova del conflitto di interessi dei membri della commissione giudicatrice deve essere valutata in concreto e non in astratto, tenendo conto delle specificità del caso.

Complimenti al Team!

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Legale Rödl
Avv. Roberto Pera
Avv. Silvio Rizzini Bisinelli
Avv. Carlo Spampinato
Interpretazione e applicazione dell'art. 77, comma 7, del Codice del Contratti Pubblici sulla incompatibilità dei componenti della Commissione giudicatrice.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Claudio Coggiatti e Adriano Scapaticci il riconoscimento "Il contenzioso del mese di febbraio", davanti la Corte di Cassazione.

Gli Avvocati Claudio Coggiatti e Adriano Scapaticci si aggiudicano la tappa del mese di febbraio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti la Corte di Cassazione con ordinanza n. 4995 del 21 febbraio 2019, con l'accoglimento del ricorso avverso la decisione della Corte di Appello di Brescia di rigetto della domanda risarcitoria avanzata dal cittadino nei confronti del Ministero della Salute dei danni patiti a causa dell'infezione del virus HIV contratta nel 1983 a seguito di trasfusioni di sangue infetto, in quanto - a giudizio del giudice di merito - il virus era stato scoperto solo nel 1988.

Il contenzioso, vertente su una materia senz'altro delicata, riguardante la sfera personale ed oggetto di non poche questioni giuridiche, assume rilievo per la portata del principio di diritto sancito, in forza del quale in capo al Ministero della Salute vi è l'obbligo - e vi era anche anteriormente alle date 1978, 1985 e 1988, in cui sono stati conosciuti dalla scienza medica rispettivamente i virus dell'HBV, HIV e HCV - di controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati sia esente da virus e che i donatori non presentino alterazioni delle transaminasi, in adempimento di obblighi specifici posti dalle fonti normative speciali.

Una pronuncia che, avendo riconosciuto precisi obblighi in capo al Ministero della Salute, ha significativamente elevato il livello di efficienza richiesto alle strutture sanitarie per l'effettiva tutela del diritto alla salute.

Un risultato, quindi, giuridicamente rilevante ed al contempo dalle evidenti ricadute positive sulla collettività.

Complimenti!

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto l’Avv.to Claudio Coggiatti
Socio Fondatore dello Studio Coggiatti & Associati con sedi a Roma, Firenze, Milano e Verona che svolge attività giudiziale, stragiudiziale e contrattualistica nei settori del diritto civile, commerciale societario e fallimentare, arbitrati nazionali e internazionali, ad hoc e amministrati.
Il Ministero della Salute è tenuto a esercitare un'attività di controllo e di vigilanza in ordine alla pratica terapeutica di trasfusione del sangue e dell'uso degli emoderivati e risponde in base all'articolo 2043 del c.c. per omessa vigilanza dei danni conseguenti a epatite e a infezione da Hiv da soggetti emotrasfusi.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Francesco Saverio Marini e Andrea Sticchi Damiani il riconoscimento "Il contenzioso del mese di marzo", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Prof. Francesco Saverio Marini e Andrea Sticchi Damiani si aggiudicano la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al Consiglio di Stato, Sez. IV, con sentenza 29 marzo 2019, n. 2085, a riforma della sentenza del TAR Lazio, Sez. III, n. 5848 del 2018.

Il contenzioso è di grande interesse perché la sentenza ha chiaramente sancito il principio che, come la dichiarazione di inizio attività (D.I.A.), la procedura abilitativa semplificata (P.A.S.) ex art. 6 del D.lgs. n. 28/2011 ha natura di atto privato avente mera valenza comunicativa nei confronti dell'amministrazione, non integrando quindi un atto avente rilievo pubblicistico, ribadendo altresì, in modo definitivo - a conferma del leading case di cui alla sentenza del Consiglio n. 2859/2018, in accoglimento del ricorso patrocinato dallo stesso collegio difensivo - che il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ai sensi del combinato disposto degli artt. 42, co. 1 e 2, e 4, co. 2, lett. c), cit. e D.M. 6 luglio 2012, si deve limitare a verificare l'esistenza del titolo autorizzativo, non potendo, invece, sindacare la legittimità e conseguentemente l'efficacia dello stesso.

Importante risultato a garanzia della certezza degli operatori del settore, a ridimensionamento di alcune posizioni illegittimamente assunte dal Gestore dei Servizi Energetici.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv. Prof. Francesco Saverio Marini
Avv. Andrea Sticchi Damiani
Il GSE può sindacare la legittimità della PAS e conseguentemente l'efficacia della stessa di cui è titolare la società proprietaria di impianto eolico e richiedente gli incentivi?
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'Avv. Massimo Frontoni il riconoscimento "Il contenzioso del mese di marzo", davanti la Corte di Cassazione.

L'Avv. Massimo Frontoni si aggiudica la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti la Corte di Cassazione in favore delle Autostrade Meridionali S.p.A., concessionaria dell'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, contro un primario operatore di telecomunicazioni.

Con l'ordinanza n. 8453 del 27 marzo 2019, in accoglimento del ricorso, la Suprema Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte di Appello di Milano, tenuta a far applicazione dei principi enunciati sulla debenza del canone per occupazione del suolo autostradale e per i costi sostenuti per lo spostamento dei cavi di telecomunicazioni, in occasione dei lavori sul tratto autostradale.

La decisione assume grande rilievo perché ha escluso qualsiasi contrasto tra il Codice della Strada e il Codice delle comunicazioni elettroniche, rilevando che entrambe le discipline sono ispirate al principio dell'onerosità dell'uso della sede autostradale da parte dell'operatore di telecomunicazioni; la sola novità introdotta dal Codice delle comunicazioni elettroniche - precisa la Corte di Cassazione - consiste nel sancire le competenze del Ministero dello Sviluppo, relativamente all'adozione del decreto impositivo della servitù, e dell'Agenzia del territorio per quel che concerne la determinazione dell'indennità dovuta al gestore della sede autostrade.

E' stato quindi affermato il principio, negato invece dalla corte territoriale, che anche dopo l'entrata in vigore del Codice delle comunicazioni elettroniche l'operatore di telecomunicazioni che utilizzi la sede o le strutture autostradali per l'istallazione di cavi è tenuto al pagamento di un corrispettivo allo Stato proprietario dell'autostrada ovvero al concessionario.

Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le situazioni similari, nelle quali risulta ormai chiaramente delineato l'obbligo della corresponsione di un corrispettivo per l'occupazione del suolo autostradale anche in tale ipotesi.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto da sx gli Avvocati Massimo Frontoni e Gianluca Luzi.
Lo Studio Legale Frontoni oggi MFA – Massimo Frontoni Avvocati, svolge attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e giudiziale in materia di appalti pubblici e privati, project financing, ambiente, ecologia, energie alternative, normativa antimafia e sulla sicurezza, diritto della concorrenza, diritto societario, operazioni di factoring e di cartolarizzazione dei crediti, procedure concorsuali.
Sul principio dell'onerosità dell'uso della sede autostradale da parte dell'operatore di telecomunicazioni.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Laura Gentili e Luca Pardo il riconoscimento "Il contenzioso del mese di aprile", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Laura Gentili e Luca Pardo si aggiudicano la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Lazio, Sez. II ter, con la sentenza 8 aprile 2019, n. 4517, che ha annullato l'aggiudicazione di una gara per le fornitura di sistemi di monitoraggio della rete cellulare indetta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comando Generale della Guardia di Finanza.

Il contenzioso è di grande interesse perché il TAR, sulla base delle difese, ha dovuto preliminarmente esaminare funditus, sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione, la questione della permanenza dell'interesse a ricorrere nell'ipotesi in cui, nonostante non sussistano un ricorso principale ed un ricorso incidentale incrociati e speculari, si verta comunque in un caso di "carattere simmetrico delle ragioni di esclusione dalla gara", sostanzialmente identica a quella relativa al ricorso incidentale escludente, affermando quindi che devono essere ritenuti sussistenti, nel caso di specie, tanto l'interesse che la legittimazione ad agire in relazione all'interesse strumentale alla ripetizione della gara, annullando quindi l'aggiudicazione per ragioni per lo più tecniche, dipendenti dall'oggetto della fornitura e dagli specifici requisiti richiesti dalla lex specialis.

Un risultato rilevante all'esito di un contenzioso ad alta complessità.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto da sx gli Avvocati Luca Pardo, socio fondatore dello studio legale ONTIER Pardo Vicenzi, e Laura Gentili, responsabile del dipartimento di diritto amministrativo all'interno dello studio.
Lo Studio Legale ONTIER Pardo Vicenzi svolge attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e giudiziale nell'ambito del diritto pubblico e amministrativo, diritto civile, diritto societario, diritto del lavoro, diritto penale.
Una volta acclarata la legittima esclusione della ricorrente essa perde la legittimazione a far valere motivi di doglianza avverso la mancata esclusione dell'aggiudicataria?
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano il riconoscimento "Il contenzioso del mese di aprile", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Gli avvocati Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano si aggiudicano la tappa di aprile del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie alla vittoria ottenuta con la sentenza n. 10423 del 15 aprile scorso, che ha accolto il ricorso e cassato la sentenza della Corte di Appello di Cagliari di rigetto della domanda risarcitoria dei danni subiti in conseguenza di un delicato intervento chirurgico (splenectomia totale), eseguito dall'equipe medica dopo che era stata prospettata la necessità solo dell'asportazione di una cisti splenica, non ricevendo, così, la paziente alcuna preventiva informazione in merito all'operazione effettivamente eseguita.

Una tematica assai delicata quello del consenso informato del paziente e che ancora oggi dà luogo a rilevanti dibattiti.

La sentenza della Sezione III si contraddistingue proprio per la finalità di far chiarezza nella distinzione del caso in cui il paziente lamenti il mancato riconoscimento di un danno alla salute, riconducibile all'assenza di adeguata informazione all'intervento o trattamento, da quello in cui si dolga direttamente del pregiudizio discendente da detta condotta omissiva, per il sol fatto della lesione del diritto ad autodeterminarsi. La distinzione è importante in quanto le due prospettive risarcitorie, in ciascuno di tali casi, rispondono a diversi fondamenti logico-giuridici che si riflettono anche sul piano del riparto degli oneri probatori e che, con riferimento alla fattispecie in esame, la Corte di Appello aveva disatteso, ragione per cui la Suprema Corte ha precisato che il giudice del rinvio sarà tenuto a verificare, sulla base delle risultanze istruttorie acquisite, se il consenso prestato dalla paziente ("id est": l'informazione ricevuta) contemplasse la possibilità che l'intervento praticatole potesse risolversi in una splenectomia totale.

Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le situazioni similari, sollecitando non solo i giudici di merito ad approfondire l'esame delle risultanze probatorie circa la verifica dell'effettiva adeguatezza dell'informazione ricevuta dal paziente, ma prima ancora sensibilizzando il personale medico al rispetto dell'obbligo di informazione.

Un risultato, quindi, giuridicamente rilevante ed al contempo dalle evidenti ricadute sul piano della concreta tutela del diritto alla salute nelle sue varie sfaccettature.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano
Il consenso informato del paziente: quale facoltà sia di scelta tra le diverse possibilità di intervento o trattamento medico sia eventualmente di rifiutare l'intervento o il trattamento.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci il riconoscimento "il contenzioso del mese di maggio", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci si aggiudicano la tappa del mese di maggio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti alla Corte dei Conti Sezioni Riunite in Sede Giurisdizionale con la sentenza pubblicata il 22 maggio 2019, n. 16.

Le Sezioni Riunite, sulla base delle difese degli odierni vincitori, in via preliminare, hanno riconosciuto l'interesse della società ricorrente ad impugnare le deliberazioni della sezione di controllo regionale della Corte dei Conti, con le quali era stata rilevata l'omessa attuazione delle disposizioni concernenti la composizione dell'organo di amministrazione previste dal D.lgs. 19 agosto 2016 n. 175 - c.d. TUSP per le società a controllo pubblico; ciò in quanto - viene statuito in sentenza - la società è titolare di un interesse qualificato e attuale ad essere esclusa dal novero delle società a controllo pubblico e, quindi, a non vedersi attribuito uno status idoneo ad incidere direttamente nell'ambito degli equilibri societari.

Nel merito, la pronuncia ha affermato l'importante principio ai sensi del quale l'accertamento della sussistenza dello status di "società a controllo pubblico" non può desumersi da meri indici costitutivi della maggioranza di azioni e di consiglieri nel C.d.A. ma richiede un'attività istruttoria specifica, nel senso di verificare, nel caso concreto, la sussistenza delle condizioni di cui all'art. 2 lett. b) del TUSP.

Quindi, al fine di decidere se una società possa definirsi o meno "società a controllo pubblico" ovvero semplicemente "società a partecipazione pubblica", assume rilievo decisivo lo scrutinio delle disposizioni statutarie e dei patti parasociali per verificare in che termini le pubbliche amministrazioni (enti locali) che detengono partecipazioni azionarie sono in grado di influire sulle "decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all'attività sociale".

Infine, le Sezioni Riunite della Corte dei Conti hanno chiarito che il TUSP non utilizza l'espressione di "controllo congiunto", coniata dalla giurisprudenza amministrativa, mentre prevede il "controllo analogo congiunto" che si realizza tutte le volte in cui l'amministrazione esercita su una società, congiuntamente ad altre amministrazioni, un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Quindi non può parlarsi di controllo congiunto perché se il legislatore avesse voluto intendere analoga modalità di azione fra pubbliche amministrazioni avrebbe usato identica terminologia.

Un risultato di rilievo all'esito di un contenzioso ad alta complessità, conseguito da un Collegio difensivo particolarmente qualificato.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci
Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti chiariscono come accertare lo status di "società a controllo pubblico", rilevante ai sensi del Testo Unico delle Società Pubbliche.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'avvocato Riccardo di Bella il riconoscimento "il contenzioso del mese di maggio", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

L'avvocato Riccardo Di Bella si aggiudica la tappa del mese di maggio del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo della sentenza del 16 maggio 2019, n. 13246 pronunciata dalle Sezioni Unite sul tema della responsabilità civile della pubblica amministrazione per i fatti illeciti dei propri dipendenti.

Il contenzioso merita il riconoscimento per il valore certamente chiarificatore sulla sussistenza della responsabilità della pubblica amministrazione del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni ed agito per finalità esclusivamente personali od egoistiche ed estranee a quelle dell'amministrazione di appartenenza, purché la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa - e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi - non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata ed in base ad un giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta, senza l'esercizio di quelle funzioni o poteri che, per quanto deviato o abusivo od illecito, non ne integri uno sviluppo oggettivamente anomalo.

Ne è scaturito un risultato che sul piano giuridico è certamente di grande valore, ponendo fine al dibattito giurisprudenziale, e che ha inevitabili ricadute sul piano delle garanzie concrete di tutela.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto l'avv. Mario Benedetti del foro di Roma, socio fondatore di BLB Studio Legale specializzato in diritto amministrativo, ambiente, diritto civile, diritto commerciale e societario, internazionale, diritto penale e nel quale prestano la propria attività professionale l'Avv. Riccardo Di Bella, in qualità di penalista e of counsel dello studio, e l'Avv. Sergio Busacca.
L'ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni e agito per finalità personali?
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo, Giampiero De Luca, il riconoscimento "il contenzioso del mese di giugno", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo e Giampiero De Luca si aggiudicano la tappa del mese di giugno del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Sicilia Catania - Sez. I con sentenza 11 giugno 2019, n. 1426.

Il contenzioso - al di là della sua definizione con pronuncia di cessata materia del contendere e della conversione dell'azione di inottemperanza ai sensi del d.lgs. n. 198/2009 in azione per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, cd. class action - è di grande interesse perché la sentenza ha chiaramente accertato l'obbligo in capo alla Pubblica Amministrazione di dotarsi di indirizzo PEC nel Registro delle Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell'art. 16, comma 12, D.l. 179/2012. Nel caso di specie l'Amministrazione resistente era il Comune di Catania che solamente nelle more dell'azione intrapresa dai suddetti legali, procuratori e difensori dell'Associazione "Unione Nazionale degli Avvocati Amministrativisti", dell'Associazione "Camera Amministrativa Siciliana" oltre che di alcuni avvocati amministrativisti del foro di Catania, ha ottemperato all'obbligo di inserimento dell'indirizzo PEC nel Registro delle Pubbliche Amministrazioni.

Si tratta di un importante risultato a garanzia degli obiettivi di digitalizzazione della giustizia posti dal legislatore, rispetto ai quali la telematizzazione delle comunicazioni costituisce un fattore trainante.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo e Giampiero De Luca
Obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di comunicare al Ministero della Giustizia un indirizzo PEC valido per le notifiche e per le comunicazioni, al fine dell'inserimento di quest'ultimo nell'apposito elenco ex art 16 comma 12 del D.L. 179/2012.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli avvocati Federica Menici e Dario Ardizzone il riconoscimento "il contenzioso del mese di giugno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Gli avvocati Federica Menici e Dario Ardizzone si aggiudicano la tappa del mese di giugno del Premio "Il contenzioso dell'anno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto con la sentenza del 18 giugno 2019, n. 16335 pronunciata dalle Sezioni Unite sulla discrezionalità dei Sindaci in merito alla revoca degli amministratori delle società partecipate.

Il contenzioso merita il riconoscimento per la novità della questione sottoposta alle Sezioni Unite, inerente il dibattito della legittimità dell'atto emesso dal Sindaco ai sensi dell'art. 50, commi 8 e 9, D.Lgs. n. 267 del 2000, di revoca degli amministratori di una società partecipata dal Comune.

Le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso proposto dagli avvocati Menici e Ardizzone, difensori di una società partecipata dal Comune di Milano, e cassato la sentenza della Corte d'Appello che aveva ritenuto che l'atto di revoca esercitato dal Sindaco, pur nell'ambito della potestà riconosciutagli dai commi 8 e 9 dell'art. 50 del TUEL, non potesse giungere a comprimere, per cause politiche ed estranee alla sfera soggettiva dei componenti dell'organo di gestione, l'aspettativa di costoro di portare a termine, nel tempo stabilito dalla legge, le funzioni loro conferite. A detta della Corte territoriale non sarebbe stato sorretto da giusta causa l'atto motivato da ragioni che non esplicitassero le eventuali carenze dimostrate dagli amministratori nell'espletamento dei loro compiti o la loro incapacità di mutare indirizzo secondo le nuove linee indicate dall'ente.

Le Sezioni Unite hanno invece ritenuto che la previsione di cui all'art. 50 commi 8 e 9 del TUEL, integri ex se una giusta causa oggettiva di revoca degli amministratori, costituendo estrinsecazione del c.d. spoil system, sistema che ha d'altro canto ricevuto l'avallo della Corte Costituzionale.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Federica Menici e Dario Ardizzone
Il c.d. sistema dello spoil system e la giusta causa di revoca degli amministratori delle società partecipate.