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Direzione editoriale di Massimiliano Mangano - Chiara Campanelli 
Premio "Il Contenzioso dell'Anno", nei settori del "Contenzioso di Diritto Amministrativo" e del "Contenzioso davanti la Corte di Cassazione", a cura del Quotidiano d'informazione giuridica online NORMA.
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CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Ambrosio, Bertone, Ghibaudo e Angeletti il riconoscimento "il contenzioso del mese di gennaio", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone, Chiara Ghibaudo e Luigi M. Angeletti, dello Studio Ambrosio & Commodo di Torino, si aggiudicano la prima tappa mensile del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie al successo ottenuto nel ricorso al TAR Lazio, definito con la sentenza della Sezione Terza Quater, 15 gennaio 2019, n. 500, con la quale è stato dichiarato l'obbligo del Ministero dell'Ambiente, del Ministero della Salute e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ciascuno per il proprio ambito di competenza, di provvedere, in attuazione di quanto disposto dall'art. 10 della l. n. 36/2001, ad adottare, entro sei mesi, una campagna informativa capillare, rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto la individuazione delle corrette modalità d'uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l'informazione dei rischi per la salute e per l'ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi.

La sentenza assume valore assoluto sotto diversi profili.

Sul piano tecnico giuridico appare innovativa l'affermazione, contenuta in sentenza, che le campagne informative e di educazione ambientale di cui all'art. 10 della l. n. 36/2001 non possano essere sussunte nella categoria degli atti meramente materiali, come era stato sostenuto dalle Amministrazioni resistenti, ma debbano essere ascritte al genus degli atti amministrativi generali, in quanto rivolte ad una pluralità indefinita di soggetti, trovando il fondamento giuridico in norme di rango legislativo e presupponendo lo svolgimento di un'attività istruttoria finalizzata alla individuazione dei rischi connessi all'esposizione del corpo umano ai campi elettromagnetici e alla individuazione delle precauzioni da adottare.

Sul piano della tutela del diritto alla salute, costituzionalmente tutelato (art. 32 della Costituzione), c'è certamente bisogno di sensibilizzare tutti gli utenti in merito ad un uso più consapevole degli apparecchi di telefonia mobile che con la tecnologia smart sono ormai divenuti, per molti, vere e proprie appendici esistenziali, la cui pericolosità, specialmente per i minori, andrebbe valutata non solo sul piano della pericolosità delle emissioni, ma anche su quello psicologico.

Il successo ottenuto nel predetto contenzioso ha quindi valore non solo giuridico ma anche civile, per cui agli Avvocati vincitori, oltre ai complimenti, va un sincero ringraziamento.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Studio Ambrosio & Commodo di Torino
Avv. Renato Ambrosio
Avv. Stefano Bertone
Avv. Chiara Ghibaudo
Avv. Luigi M. Angeletti
Le campagne informative e di educazione ambientale di cui all'art. 10 della L. n. 36/2001 da ascriversi al genus degli atti amministrativi generali.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'Avvocatura Generale dello Stato il riconoscimento "il contenzioso del mese di gennaio", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

L'Avvocatura Generale dello Stato, con l'Avv. Danilo Del Gauzio, si aggiudica la prima tappa mensile del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto nel ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione definito con l'ordinanza delle Sezioni Unite, 18 gennaio 2019, n. 1413, con la quale, in accoglimento del ricorso, è stata dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.

Il contenzioso merita il riconoscimento per il valore certamente innovativo della decisione, con la quale le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in rito, hanno affermato che quando sia proposto un ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi degli artt. 8 e ss. del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, e l'opposizione dell'amministrazione intimata, ai sensi dell'art. 48 c.p.a., ancorché senza contestazioni in ordine alla sussistenza della giurisdizione amministrativa, sia stata dichiarata inammissibile dal competente T.A.R. per tardività, con conseguente rimessione degli atti all'amministrazione per la prosecuzione del giudizio in sede straordinaria, il regolamento preventivo di giurisdizione ben può essere proposto in tale sede, deducendosi la non riconducibilità della controversia nell'ambito della giurisdizione amministrativa, presupposto indefettibile del ricorso straordinario al Capo dello Stato, ai sensi dell'art. 7, comma 8, c.p.a., fino al momento della pronuncia del necessario parere del Consiglio di Stato, che costituisce l'antecedente necessario alla decisione del Presidente della Repubblica.

Passando poi alla specifica questione della identificazione del Giudice munito di giurisdizione, le Sezioni Unite hanno affermato, in contrario avviso al Consiglio di Stato (Sez. VI, 2 febbraio 2018, n. 677), che spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione della controversia relativa alla procedura d'interpello per il conferimento di incarichi di nomina dei direttori dei musei archeologici nazionali in quanto priva di natura concorsuale, sebbene aperta a soggetti esterni e caratterizzata da una pluralità articolata di fasi, il cui segmento finale, sfociante nella formazione di terne di nominativi, nell'ambito delle quali operare la scelta conclusiva e fiduciaria a cura del Ministro o del Direttore generale, ha carattere dominante rispetto all'intero percorso della selezione (finalizzata alla nomina di un solo aspirante), cosicché esso conferisce il carattere sostanzialmente non concorsuale all'intera procedura d'interpello, con conseguente attribuzione della relativa cognizione giudiziale all'A.G.O.

Non c'è dubbio che da questo contenzioso, sicuramente innovativo sotto molteplici profili, emerga l'importanza di una qualità essenziale per chi esercita la professione di avvocato: saper fare di necessità virtù. La Difesa Erariale, per nulla scoraggiata dalla declaratoria di inammissibilità dell'opposizione proposta sul ricorso straordinario affinché la controversia fosse decisa davanti al TAR competente, ha comunque proposto ricorso per regolamento preventivo, "ben consapevole del problema (che è nuovo)", come le stesse Sezioni Unite hanno rilevato.

Ne è scaturito un risultato che, sul piano tecnico e giuridico, è certamente di grande valore e, per chi si appassiona al processo e ad alle sue alchimie, per certi versi anche spettacolare.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avvocatura Generale dello Stato
Avv. Danilo Del Gauzio
In relazione alla peculiare "procedura di selezione pubblica" le Sezioni Unite affrontano la questione sull'ammissibilità del ricorso preventivo di giurisdizione proposto in pendenza di ricorso straordinario e sul riparto di giurisdizione.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il Contenzioso dell'anno: agli Avvocati Roberto Pera, Silvio Rizzini Bisinelli e Carlo Spampinato il riconoscimento "Il contenzioso del mese di febbraio", per il diritto amministrativo.

Lo Studio Legale Rödl, con gli Avvocati Roberto Pera, Silvio Rizzini Bisinelli e Carlo Spampinato, si aggiudica la tappa del mese di febbraio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Lazio, Sezione Terza Quater, con sentenza 22 febbraio 2019, n. 2405, con l'annullamento dell'aggiudicazione del servizio di tesoreria di cassa bandito dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense.

Il contenzioso assume grande rilievo perché, oltre all'importanza dell'appalto, il TAR, in accoglimento delle censure sollevate, ha sancito diversi importanti principi in materia di procedure di affidamento di appalti pubblici, con particolare riguardo alla determinazione dei criteri di aggiudicazione ed alla attribuzione dei punteggi alle offerte presentate, nonché in materia di compatibilità di composizione della commissione aggiudicatrice, chiarendosi che la prova del conflitto di interessi dei membri della commissione giudicatrice deve essere valutata in concreto e non in astratto, tenendo conto delle specificità del caso.

Complimenti al Team!

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Legale Rödl
Avv. Roberto Pera
Avv. Silvio Rizzini Bisinelli
Avv. Carlo Spampinato
Interpretazione e applicazione dell'art. 77, comma 7, del Codice del Contratti Pubblici sulla incompatibilità dei componenti della Commissione giudicatrice.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Claudio Coggiatti e Adriano Scapaticci il riconoscimento "Il contenzioso del mese di febbraio", davanti la Corte di Cassazione.

Gli Avvocati Claudio Coggiatti e Adriano Scapaticci si aggiudicano la tappa del mese di febbraio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti la Corte di Cassazione con ordinanza n. 4995 del 21 febbraio 2019, con l'accoglimento del ricorso avverso la decisione della Corte di Appello di Brescia di rigetto della domanda risarcitoria avanzata dal cittadino nei confronti del Ministero della Salute dei danni patiti a causa dell'infezione del virus HIV contratta nel 1983 a seguito di trasfusioni di sangue infetto, in quanto - a giudizio del giudice di merito - il virus era stato scoperto solo nel 1988.

Il contenzioso, vertente su una materia senz'altro delicata, riguardante la sfera personale ed oggetto di non poche questioni giuridiche, assume rilievo per la portata del principio di diritto sancito, in forza del quale in capo al Ministero della Salute vi è l'obbligo - e vi era anche anteriormente alle date 1978, 1985 e 1988, in cui sono stati conosciuti dalla scienza medica rispettivamente i virus dell'HBV, HIV e HCV - di controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati sia esente da virus e che i donatori non presentino alterazioni delle transaminasi, in adempimento di obblighi specifici posti dalle fonti normative speciali.

Una pronuncia che, avendo riconosciuto precisi obblighi in capo al Ministero della Salute, ha significativamente elevato il livello di efficienza richiesto alle strutture sanitarie per l'effettiva tutela del diritto alla salute.

Un risultato, quindi, giuridicamente rilevante ed al contempo dalle evidenti ricadute positive sulla collettività.

Complimenti!

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto l’Avv.to Claudio Coggiatti
Socio Fondatore dello Studio Coggiatti & Associati con sedi a Roma, Firenze, Milano e Verona che svolge attività giudiziale, stragiudiziale e contrattualistica nei settori del diritto civile, commerciale societario e fallimentare, arbitrati nazionali e internazionali, ad hoc e amministrati.
Il Ministero della Salute è tenuto a esercitare un'attività di controllo e di vigilanza in ordine alla pratica terapeutica di trasfusione del sangue e dell'uso degli emoderivati e risponde in base all'articolo 2043 del c.c. per omessa vigilanza dei danni conseguenti a epatite e a infezione da Hiv da soggetti emotrasfusi.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Francesco Saverio Marini e Andrea Sticchi Damiani il riconoscimento "Il contenzioso del mese di marzo", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Prof. Francesco Saverio Marini e Andrea Sticchi Damiani si aggiudicano la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al Consiglio di Stato, Sez. IV, con sentenza 29 marzo 2019, n. 2085, a riforma della sentenza del TAR Lazio, Sez. III, n. 5848 del 2018.

Il contenzioso è di grande interesse perché la sentenza ha chiaramente sancito il principio che, come la dichiarazione di inizio attività (D.I.A.), la procedura abilitativa semplificata (P.A.S.) ex art. 6 del D.lgs. n. 28/2011 ha natura di atto privato avente mera valenza comunicativa nei confronti dell'amministrazione, non integrando quindi un atto avente rilievo pubblicistico, ribadendo altresì, in modo definitivo - a conferma del leading case di cui alla sentenza del Consiglio n. 2859/2018, in accoglimento del ricorso patrocinato dallo stesso collegio difensivo - che il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ai sensi del combinato disposto degli artt. 42, co. 1 e 2, e 4, co. 2, lett. c), cit. e D.M. 6 luglio 2012, si deve limitare a verificare l'esistenza del titolo autorizzativo, non potendo, invece, sindacare la legittimità e conseguentemente l'efficacia dello stesso.

Importante risultato a garanzia della certezza degli operatori del settore, a ridimensionamento di alcune posizioni illegittimamente assunte dal Gestore dei Servizi Energetici.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv. Prof. Francesco Saverio Marini
Avv. Andrea Sticchi Damiani
Il GSE può sindacare la legittimità della PAS e conseguentemente l'efficacia della stessa di cui è titolare la società proprietaria di impianto eolico e richiedente gli incentivi?
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'Avv. Massimo Frontoni il riconoscimento "Il contenzioso del mese di marzo", davanti la Corte di Cassazione.

L'Avv. Massimo Frontoni si aggiudica la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti la Corte di Cassazione in favore delle Autostrade Meridionali S.p.A., concessionaria dell'autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, contro un primario operatore di telecomunicazioni.

Con l'ordinanza n. 8453 del 27 marzo 2019, in accoglimento del ricorso, la Suprema Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte di Appello di Milano, tenuta a far applicazione dei principi enunciati sulla debenza del canone per occupazione del suolo autostradale e per i costi sostenuti per lo spostamento dei cavi di telecomunicazioni, in occasione dei lavori sul tratto autostradale.

La decisione assume grande rilievo perché ha escluso qualsiasi contrasto tra il Codice della Strada e il Codice delle comunicazioni elettroniche, rilevando che entrambe le discipline sono ispirate al principio dell'onerosità dell'uso della sede autostradale da parte dell'operatore di telecomunicazioni; la sola novità introdotta dal Codice delle comunicazioni elettroniche - precisa la Corte di Cassazione - consiste nel sancire le competenze del Ministero dello Sviluppo, relativamente all'adozione del decreto impositivo della servitù, e dell'Agenzia del territorio per quel che concerne la determinazione dell'indennità dovuta al gestore della sede autostrade.

E' stato quindi affermato il principio, negato invece dalla corte territoriale, che anche dopo l'entrata in vigore del Codice delle comunicazioni elettroniche l'operatore di telecomunicazioni che utilizzi la sede o le strutture autostradali per l'istallazione di cavi è tenuto al pagamento di un corrispettivo allo Stato proprietario dell'autostrada ovvero al concessionario.

Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le situazioni similari, nelle quali risulta ormai chiaramente delineato l'obbligo della corresponsione di un corrispettivo per l'occupazione del suolo autostradale anche in tale ipotesi.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto da sx gli Avvocati Massimo Frontoni e Gianluca Luzi.
Lo Studio Legale Frontoni oggi MFA – Massimo Frontoni Avvocati, svolge attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e giudiziale in materia di appalti pubblici e privati, project financing, ambiente, ecologia, energie alternative, normativa antimafia e sulla sicurezza, diritto della concorrenza, diritto societario, operazioni di factoring e di cartolarizzazione dei crediti, procedure concorsuali.
Sul principio dell'onerosità dell'uso della sede autostradale da parte dell'operatore di telecomunicazioni.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Laura Gentili e Luca Pardo il riconoscimento "Il contenzioso del mese di aprile", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Laura Gentili e Luca Pardo si aggiudicano la tappa del mese di marzo del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Lazio, Sez. II ter, con la sentenza 8 aprile 2019, n. 4517, che ha annullato l'aggiudicazione di una gara per le fornitura di sistemi di monitoraggio della rete cellulare indetta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comando Generale della Guardia di Finanza.

Il contenzioso è di grande interesse perché il TAR, sulla base delle difese, ha dovuto preliminarmente esaminare funditus, sulla base della giurisprudenza della Corte di Giustizia e della Corte di Cassazione, la questione della permanenza dell'interesse a ricorrere nell'ipotesi in cui, nonostante non sussistano un ricorso principale ed un ricorso incidentale incrociati e speculari, si verta comunque in un caso di "carattere simmetrico delle ragioni di esclusione dalla gara", sostanzialmente identica a quella relativa al ricorso incidentale escludente, affermando quindi che devono essere ritenuti sussistenti, nel caso di specie, tanto l'interesse che la legittimazione ad agire in relazione all'interesse strumentale alla ripetizione della gara, annullando quindi l'aggiudicazione per ragioni per lo più tecniche, dipendenti dall'oggetto della fornitura e dagli specifici requisiti richiesti dalla lex specialis.

Un risultato rilevante all'esito di un contenzioso ad alta complessità.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto da sx gli Avvocati Luca Pardo, socio fondatore dello studio legale ONTIER Pardo Vicenzi, e Laura Gentili, responsabile del dipartimento di diritto amministrativo all'interno dello studio.
Lo Studio Legale ONTIER Pardo Vicenzi svolge attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale e giudiziale nell'ambito del diritto pubblico e amministrativo, diritto civile, diritto societario, diritto del lavoro, diritto penale.
Una volta acclarata la legittima esclusione della ricorrente essa perde la legittimazione a far valere motivi di doglianza avverso la mancata esclusione dell'aggiudicataria?
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano il riconoscimento "Il contenzioso del mese di aprile", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Gli avvocati Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano si aggiudicano la tappa di aprile del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie alla vittoria ottenuta con la sentenza n. 10423 del 15 aprile scorso, che ha accolto il ricorso e cassato la sentenza della Corte di Appello di Cagliari di rigetto della domanda risarcitoria dei danni subiti in conseguenza di un delicato intervento chirurgico (splenectomia totale), eseguito dall'equipe medica dopo che era stata prospettata la necessità solo dell'asportazione di una cisti splenica, non ricevendo, così, la paziente alcuna preventiva informazione in merito all'operazione effettivamente eseguita.

Una tematica assai delicata quello del consenso informato del paziente e che ancora oggi dà luogo a rilevanti dibattiti.

La sentenza della Sezione III si contraddistingue proprio per la finalità di far chiarezza nella distinzione del caso in cui il paziente lamenti il mancato riconoscimento di un danno alla salute, riconducibile all'assenza di adeguata informazione all'intervento o trattamento, da quello in cui si dolga direttamente del pregiudizio discendente da detta condotta omissiva, per il sol fatto della lesione del diritto ad autodeterminarsi. La distinzione è importante in quanto le due prospettive risarcitorie, in ciascuno di tali casi, rispondono a diversi fondamenti logico-giuridici che si riflettono anche sul piano del riparto degli oneri probatori e che, con riferimento alla fattispecie in esame, la Corte di Appello aveva disatteso, ragione per cui la Suprema Corte ha precisato che il giudice del rinvio sarà tenuto a verificare, sulla base delle risultanze istruttorie acquisite, se il consenso prestato dalla paziente ("id est": l'informazione ricevuta) contemplasse la possibilità che l'intervento praticatole potesse risolversi in una splenectomia totale.

Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le situazioni similari, sollecitando non solo i giudici di merito ad approfondire l'esame delle risultanze probatorie circa la verifica dell'effettiva adeguatezza dell'informazione ricevuta dal paziente, ma prima ancora sensibilizzando il personale medico al rispetto dell'obbligo di informazione.

Un risultato, quindi, giuridicamente rilevante ed al contempo dalle evidenti ricadute sul piano della concreta tutela del diritto alla salute nelle sue varie sfaccettature.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Prof. Benedetto Ballero e Raffaelle Spano
Il consenso informato del paziente: quale facoltà sia di scelta tra le diverse possibilità di intervento o trattamento medico sia eventualmente di rifiutare l'intervento o il trattamento.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci il riconoscimento "il contenzioso del mese di maggio", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci si aggiudicano la tappa del mese di maggio del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti alla Corte dei Conti Sezioni Riunite in Sede Giurisdizionale con la sentenza pubblicata il 22 maggio 2019, n. 16.

Le Sezioni Riunite, sulla base delle difese degli odierni vincitori, in via preliminare, hanno riconosciuto l'interesse della società ricorrente ad impugnare le deliberazioni della sezione di controllo regionale della Corte dei Conti, con le quali era stata rilevata l'omessa attuazione delle disposizioni concernenti la composizione dell'organo di amministrazione previste dal D.lgs. 19 agosto 2016 n. 175 - c.d. TUSP per le società a controllo pubblico; ciò in quanto - viene statuito in sentenza - la società è titolare di un interesse qualificato e attuale ad essere esclusa dal novero delle società a controllo pubblico e, quindi, a non vedersi attribuito uno status idoneo ad incidere direttamente nell'ambito degli equilibri societari.

Nel merito, la pronuncia ha affermato l'importante principio ai sensi del quale l'accertamento della sussistenza dello status di "società a controllo pubblico" non può desumersi da meri indici costitutivi della maggioranza di azioni e di consiglieri nel C.d.A. ma richiede un'attività istruttoria specifica, nel senso di verificare, nel caso concreto, la sussistenza delle condizioni di cui all'art. 2 lett. b) del TUSP.

Quindi, al fine di decidere se una società possa definirsi o meno "società a controllo pubblico" ovvero semplicemente "società a partecipazione pubblica", assume rilievo decisivo lo scrutinio delle disposizioni statutarie e dei patti parasociali per verificare in che termini le pubbliche amministrazioni (enti locali) che detengono partecipazioni azionarie sono in grado di influire sulle "decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all'attività sociale".

Infine, le Sezioni Riunite della Corte dei Conti hanno chiarito che il TUSP non utilizza l'espressione di "controllo congiunto", coniata dalla giurisprudenza amministrativa, mentre prevede il "controllo analogo congiunto" che si realizza tutte le volte in cui l'amministrazione esercita su una società, congiuntamente ad altre amministrazioni, un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Quindi non può parlarsi di controllo congiunto perché se il legislatore avesse voluto intendere analoga modalità di azione fra pubbliche amministrazioni avrebbe usato identica terminologia.

Un risultato di rilievo all'esito di un contenzioso ad alta complessità, conseguito da un Collegio difensivo particolarmente qualificato.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Prof. Francesco Sciaudone, Prof. Bernardo Giorgio Mattarella, Adriano Pala Ciurlo, Flavio Iacovone e Gianluca Bucci
Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti chiariscono come accertare lo status di "società a controllo pubblico", rilevante ai sensi del Testo Unico delle Società Pubbliche.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'avvocato Riccardo di Bella il riconoscimento "il contenzioso del mese di maggio", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

L'avvocato Riccardo Di Bella si aggiudica la tappa del mese di maggio del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo della sentenza del 16 maggio 2019, n. 13246 pronunciata dalle Sezioni Unite sul tema della responsabilità civile della pubblica amministrazione per i fatti illeciti dei propri dipendenti.

Il contenzioso merita il riconoscimento per il valore certamente chiarificatore sulla sussistenza della responsabilità della pubblica amministrazione del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni ed agito per finalità esclusivamente personali od egoistiche ed estranee a quelle dell'amministrazione di appartenenza, purché la sua condotta sia legata da un nesso di occasionalità necessaria con le funzioni o poteri che il dipendente esercita o di cui è titolare, nel senso che la condotta illecita dannosa - e, quale sua conseguenza, il danno ingiusto a terzi - non sarebbe stata possibile, in applicazione del principio di causalità adeguata ed in base ad un giudizio controfattuale riferito al tempo della condotta, senza l'esercizio di quelle funzioni o poteri che, per quanto deviato o abusivo od illecito, non ne integri uno sviluppo oggettivamente anomalo.

Ne è scaturito un risultato che sul piano giuridico è certamente di grande valore, ponendo fine al dibattito giurisprudenziale, e che ha inevitabili ricadute sul piano delle garanzie concrete di tutela.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

In foto l'avv. Mario Benedetti del foro di Roma, socio fondatore di BLB Studio Legale specializzato in diritto amministrativo, ambiente, diritto civile, diritto commerciale e societario, internazionale, diritto penale e nel quale prestano la propria attività professionale l'Avv. Riccardo Di Bella, in qualità di penalista e of counsel dello studio, e l'Avv. Sergio Busacca.
L'ente pubblico risponde civilmente del danno cagionato a terzi dal fatto penalmente illecito del dipendente anche quando questi abbia approfittato delle sue attribuzioni e agito per finalità personali?
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo, Giampiero De Luca, il riconoscimento "il contenzioso del mese di giugno", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo e Giampiero De Luca si aggiudicano la tappa del mese di giugno del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al TAR Sicilia Catania - Sez. I con sentenza 11 giugno 2019, n. 1426.

Il contenzioso - al di là della sua definizione con pronuncia di cessata materia del contendere e della conversione dell'azione di inottemperanza ai sensi del d.lgs. n. 198/2009 in azione per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, cd. class action - è di grande interesse perché la sentenza ha chiaramente accertato l'obbligo in capo alla Pubblica Amministrazione di dotarsi di indirizzo PEC nel Registro delle Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell'art. 16, comma 12, D.l. 179/2012. Nel caso di specie l'Amministrazione resistente era il Comune di Catania che solamente nelle more dell'azione intrapresa dai suddetti legali, procuratori e difensori dell'Associazione "Unione Nazionale degli Avvocati Amministrativisti", dell'Associazione "Camera Amministrativa Siciliana" oltre che di alcuni avvocati amministrativisti del foro di Catania, ha ottemperato all'obbligo di inserimento dell'indirizzo PEC nel Registro delle Pubbliche Amministrazioni.

Si tratta di un importante risultato a garanzia degli obiettivi di digitalizzazione della giustizia posti dal legislatore, rispetto ai quali la telematizzazione delle comunicazioni costituisce un fattore trainante.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Alessandro Arcifa, Antonino Mirone Russo e Giampiero De Luca
Obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di comunicare al Ministero della Giustizia un indirizzo PEC valido per le notifiche e per le comunicazioni, al fine dell'inserimento di quest'ultimo nell'apposito elenco ex art 16 comma 12 del D.L. 179/2012.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli avvocati Federica Menici e Dario Ardizzone il riconoscimento "il contenzioso del mese di giugno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Gli avvocati Federica Menici e Dario Ardizzone si aggiudicano la tappa del mese di giugno del Premio "Il contenzioso dell'anno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto con la sentenza del 18 giugno 2019, n. 16335 pronunciata dalle Sezioni Unite sulla discrezionalità dei Sindaci in merito alla revoca degli amministratori delle società partecipate.

Il contenzioso merita il riconoscimento per la novità della questione sottoposta alle Sezioni Unite, inerente il dibattito della legittimità dell'atto emesso dal Sindaco ai sensi dell'art. 50, commi 8 e 9, D.Lgs. n. 267 del 2000, di revoca degli amministratori di una società partecipata dal Comune.

Le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso proposto dagli avvocati Menici e Ardizzone, difensori di una società partecipata dal Comune di Milano, e cassato la sentenza della Corte d'Appello che aveva ritenuto che l'atto di revoca esercitato dal Sindaco, pur nell'ambito della potestà riconosciutagli dai commi 8 e 9 dell'art. 50 del TUEL, non potesse giungere a comprimere, per cause politiche ed estranee alla sfera soggettiva dei componenti dell'organo di gestione, l'aspettativa di costoro di portare a termine, nel tempo stabilito dalla legge, le funzioni loro conferite. A detta della Corte territoriale non sarebbe stato sorretto da giusta causa l'atto motivato da ragioni che non esplicitassero le eventuali carenze dimostrate dagli amministratori nell'espletamento dei loro compiti o la loro incapacità di mutare indirizzo secondo le nuove linee indicate dall'ente.

Le Sezioni Unite hanno invece ritenuto che la previsione di cui all'art. 50 commi 8 e 9 del TUEL, integri ex se una giusta causa oggettiva di revoca degli amministratori, costituendo estrinsecazione del c.d. spoil system, sistema che ha d'altro canto ricevuto l'avallo della Corte Costituzionale.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Federica Menici e Dario Ardizzone
Il c.d. sistema dello spoil system e la giusta causa di revoca degli amministratori delle società partecipate.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Raffaele Izzo ed Alessandro Vinci Orlando il riconoscimento "Il contenzioso dei mesi di luglio-agosto", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Raffaele Izzo ed Alessandro Vinci Orlando si aggiudicano la tappa dei mesi luglio-agosto del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al Consiglio di Stato, Sez. IV con sentenza 29 agosto 2019, n. 5972, che ha accolto il ricorso in appello avverso la sentenza del TAR Lazio - Roma pronunciata sulla questione dei presupposti per l'assoggettamento a V.I.A. di un progetto, affrontando altresì la delicata questione dell'eventuale sottoposizione al procedimento di V.I.A. di successive modifiche progettuali.

La pronuncia è di grande interesse perché, in relazione ai presupposti per l'assoggettamento a V.I.A. di un progetto, chiarisce che qualora l'Amministrazione ritenga che un intervento possa determinare, in concreto, "impatti ambientali significativi e negativi", l'ordinamento le consente di disporre l'attivazione della verifica di assoggettabilità a V.I.A. anche al di fuori degli specifici casi prescritti dalla legge. In ragione dell'aggravamento di istruttoria, l'Amministrazione dovrà fornire una puntuale motivazione sulle ragioni alla base della propria determinazione; al di fuori dei casi prescritti dalla legge, invece, la scelta di non procedere a verifica di assoggettabilità non richiede alcuna specifica motivazione. In merito poi all'eventuale sottoposizione al procedimento di V.I.A. di modifiche progettuali, il Consiglio di Stato ha chiarito che non devono essere necessariamente sottoposte a V.I.A. o a verifica di assoggettabilità le modifiche di progetti che, sulla base della normativa sopravvenuta, non siano più soggetti a V.I.A. e che, dunque, se presentati ex novo, non dovrebbero esservi sottoposti.

Una vicenda ad alta complessità definita con successo. Complimenti al Team!

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Raffaele Izzo e Alessandro Vinci Orlando
È necessario sottoporre a V.I.A. normativamente non obbligatoria anche le modifiche al progetto?
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli avvocati Lucio Ghia, Giuseppe Bernardi e Fabrizio Jacobacci, il riconoscimento "Il contenzioso dei mesi di luglio-agosto", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Gli avvocati Lucio Ghia, Giuseppe Bernardi e Fabrizio Jacobacci si aggiudicano la tappa del mese di luglio-agosto del Premio "Il contenzioso dell'anno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto con la sentenza del 14 agosto 2019, n. 21405, pronunciata dalla Prima sezione della Corte di Cassazione, in riforma di una sentenza della Corte di Appello di Roma, sulla questione della legittimità dell'utilizzo, da parte di Autostrade per l'Italia, del sistema SafetyTutor.

A quest'ultima si contestava la violazione delle norme relative alla proprietà intellettuale da parte della società C. che da più di un decennio aveva rivendicato la paternità del sistema; la Corte di Cassazione ha affermato che il concetto di equivalenza in materia brevettuale attiene all'idea di soluzione del problema tecnico e non al problema affrontato, tenuto conto che per aversi contraffazione di una invenzione industriale occorre che si attuino gli elementi essenziali e caratteristici dell'idea inventiva, senza dei quali non si otterrebbe quel nuovo risultato industriale in cui si concreta l'invenzione; pertanto, soltanto ove sia imitata e sfruttata l'invenzione nella sua ideazione originale sussiste la contraffazione, non anche quando si pervenga a simile risultato senza appropriazione di una idea inventiva nuova. In tale prospettiva, la tecnica adottata da Autostrade è stata ritenuta pacificamente diversa da quella che marca la novità intrinseca ed estrinseca del brevetto della società C.

La definizione della questione - chiusa proprio alla vigilia del temuto "rientro" dalle vacanze dell'estate 2019 - ha permesso quindi ad Autostrade per l'Italia di riattivare ed utilizzare i Tutor nei tratti di sua competenza, di certo rendendo più sicure le relative autostrade.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Lucio Ghia, Giuseppe Bernardi e Fabrizio Jacobacci

In foto l'Avv. Prof. Giuseppe Bernardi, fondatore dello studio Legale Bernardi e Associati nel 1977, specializzato nel diritto civile, diritto commerciale, diritto amministrativo e diritto tributario. L'Avv. Prof. Giuseppe Bernardi, docente presso l'Istituto di diritto ed economia delle attività produttive della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", è autore di numerose pubblicazioni sulle più importanti riviste giuridiche Italiane.
Per aversi contraffazione di una invenzione industriale occorre che si attuino gli elementi essenziali e caratteristici dell'idea inventiva e non anche si pervenga allo stesso risultato con diversa soluzione.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: alle Avvocatesse Lidia Scantamburlo e Mascia Fumini il riconoscimento "Il Contenzioso del mese di settembre", per il diritto amministrativo.

Le Avvocatesse Lidia Scantamburlo e Mascia Fumini aggiudicano la tappa mensile di settembre del Premio "Il Contenzioso dell'anno" per il diritto amministrativo, grazie al successo ottenuto nel giudizio d'appello dinanzi al Consiglio di Stato, definito con la sentenza della Sezione Terza 23 settembre 2019, n. 6302, che ha riformato una pronuncia del T.A.R. Puglia.

Un'importante vittoria per il team - tutto al femminile - a tutela degli interessi di una Società leader in Italia nella gestione integrata delle tecnologie e apparecchiature biomedicali, elettromedicali, scientifiche e informatiche, che ha contestato una consultazione preliminare di mercato ingiustamente restrittiva, posto che - avendo ad oggetto tratti tipizzanti del futuro affidamento di servizi di manutenzione per una apparecchiatura elettromedicale ad elevata tecnologia e di rilevanza strategica, quale il sistema PET/TAC in dotazione ed uso presso l'Asp procedente e involgendo la previsione di requisiti di idoneità ai fini della partecipazione - aveva fissato limiti preclusivi in pregiudizio dell'appellante.

La tesi ha trovato riscontro nella sentenza del Consiglio di Stato, il quale ha avuto modo di evidenziare tratti e finalità dell'istituto della consultazione di mercato, per poi rilevare che quando la consultazione di mercato non è ad ampio raggio ma presuppone una prima forte restrizione del mercato, definito sulla scorta dei requisiti tracciati in modo rigido e vincolante dalla stazione appaltante, per rivolgersi esclusivamente agli operatori che, in via di mera tesi, già posseggano tali requisiti, si determina un ingiustificato effetto restrittivo della concorrenza, risultando così già impedito in apice l'accesso alla prestazione da affidarsi, salvo che al produttore ovvero ad operatori economici in rapporti qualificati con il costruttore, di fatto predeterminabili sulla base dei requisiti indicati nella consultazione di mercato, così obliterandosi il principio di equivalenza.

Complimenti al team!

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avvocatesse Lidia Scantamburlo e Mascia Fumini
Uso erroneo e distorto della consultazione di mercato con la fissazione di requisiti di partecipazione limitativi della concorrenza "a monte" e non - come invece dovrebbe essere - "a valle".
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: alle Avvocatesse Milena e Fabiola Liuzzi, il riconoscimento "Il contenzioso del mese di settembre", per il Contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Le Avvocatesse Milena e Fabiola Liuzzi si aggiudicano la tappa del mese di settembre del Premio "Il contenzioso dell'anno", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione, grazie al successo ottenuto con l'ordinanza del 27 settembre 2019, n. 24167, pronunciata dalla Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione in riforma di una sentenza della Corte di Appello di Bologna, in materia di responsabilità medica, con particolare riguardo alla distribuzione degli oneri probatori tra medico e struttura sanitaria.

Le Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, proposto da un team tutto al femminile, a difesa di un chirurgo, sul quale la Corte D'Appello di Bologna aveva posto l'onere di provare la corresponsabilità della struttura sanitaria nella causazione del danno a seguito di operazione chirurgica dallo stesso eseguita.

La Sesta Sezione della Corte, a seguito di camera di consiglio fissata ex art. 380-bis c.p.c., nonostante il parere contrario del relatore ed in accoglimento del ricorso, ha invece fissato il principio di diritto - che sembra innovativo in quanto non basato sul richiamo di precedenti in termini - per il quale, a fronte di una responsabilità solidale, grava sulla struttura sanitaria citata in giudizio dal paziente danneggiato e che agisca in regresso nei confronti del chirurgo, dar prova dell'esclusiva responsabilità di colui che ha eseguito l'operazione e non viceversa.

Una decisione certamente di rilievo per le questioni processuali e sostanziali trattate, inerenti ad un settore quale quello della responsabilità medica, molto presente nelle aule dei tribunali.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avvocatesse Milena e Fabiola Liuzzi
È sulla clinica, che agisce in regresso nei confronti del medico a fronte di una responsabilità solidale, che grava l'onere di provare l'esclusiva responsabilità di quest'ultimo?
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: il riconoscimento "Il contenzioso del mese di ottobre", per il diritto amministrativo assegnato ex aequo agli Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà per la sentenza TAR Lazio - Roma, Sez. Prima, 18 ottobre 2019, n. 11960 ed agli Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci, per la sentenza TAR Puglia - Lecce, 31 ottobre 2019, n. 1664.

Tappa molto combattuta quella di ottobre. Dopo ampio dibattito in Redazione il riconoscimento "Il contenzioso del mese di ottobre", per il diritto amministrativo è stato assegnato ex aequo agli Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà per la sentenza TAR Lazio - Roma, Sez. Prima, 18 ottobre 2019, n. 11960 ed agli Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci, per la sentenza TAR Puglia, Lecce, 31 ottobre 2019, n. 1664.

Si tratta di due contenziosi molto interessanti e rilevanti sotto molteplici profili, patrocinati da riconosciuti Top Players del diritto amministrativo, tanto da mettere in crisi i selezionatori, giunti quindi alla decisione salomonica di assegnare ad entrambi i Team il riconoscimento mensile, in vista della finale che vedrà poi l'assegnazione del Riconoscimento "Il contenzioso dell'anno".

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Gli Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà, con la sentenza del TAR Lazio - Roma, Sez. Prima, 18 ottobre 2019, n. 11960, hanno ottenuto l'annullamento del provvedimento sanzionatorio di oltre 16 milioni di euro dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - AGCM nei confronti di operatori nel mercato libero dell'energia, per asserito abuso di posizione dominante.

L'AGCM, in particolare, ha contestato alle società ricorrenti l'aver realizzato una condotta commerciale idonea ad alterare le dinamiche competitive nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica ai clienti finali domestici e non domestici di minori dimensioni nei territori nei quali il gruppo gestisce l'attività di distribuzione, in quanto finalizzato a indurre gli utenti del servizio di maggior tutela a passare sul mercato libero sfruttando l'esclusiva disponibilità di anagrafiche di clienti del SMT, nonché le informazioni sul posizionamento di mercato dei concorrenti di detenute in esclusiva dalle società del gruppo. In accoglimento delle censure proposte il TAR Lazio ha sancito l'insussistenza delle condizioni minime per ritenere che le attività poste in essere dalle Società ricorrenti costituissero una strategia idonea a produrre effetti anticoncorrenziali, osservando in particolare che il soggetto che si trova in posizione dominante commette un illecito antitrust abusando della sua condizione attraverso una o più condotte, anche singolarmente lecite, qualora tali condotte presentino un sufficiente margine di gravità e di potenziale offensività, tale da denotare l'idoneità a produrre l'effetto escludente sul mercato. Non esiste, quindi, un abuso significativo per il solo fatto di rivestire la posizione di monopolista in un mercato né nel volere intraprendere attività di "retention", volte a mantenere la propria clientela anche nella fase di passaggio a un mercato concorrenziale. Le condotte dell'impresa assumono, invece, rilevanza ai fini antitrust quando le politiche di marketing dimostrano l'esistenza di una strategia di tipo discriminatorio, in grado di determinare una preclusione concorrenziale nei confronti degli altri operatori.

Una vittoria certamente rilevante sia per l'importo della sanzione annullata che per le complesse tematiche sottese alle vincenti censure, grazie alla strategia del Team.

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Gli Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci con la sentenza del TAR Puglia, Lecce,31 ottobre 2019, n. 1664, nell'interesse dell'ANCE e di due imprese, hanno ottenuto l'annullamento di un bando di gara che aveva posto a carico dei concorrenti oneri economici sproporzionati ed inammissibili.

In primo luogo il TAR ha riconosciuto la necessaria legittimazione alle imprese ricorrenti, pur non avendo le stesse presentato domanda di partecipazione alla gara, stante l'impugnabilità immediata delle clausole "escludenti" della "lex specialis", e all'ANCE, posto che la proposizione dell'impugnativa risultava coerente con l'interesse istituzionale di tale associazione di categoria, essendo preordinata ad evitare che oneri indebiti fossero posti a carico degli operatori economici del settore.

Il Giudice amministrativo ha, quindi, accolto integralmente le richieste avanzate dagli Avvocati Prof. Cancrini e Vagnucci, dichiarando l'illegittimità delle clausole del bando che avevano posto a carico dei concorrenti significativi oneri economici, in particolar modo "forzando" il criterio dell'offerta più vantaggiosa con la previsione di prestazioni di entità non trascurabile e relative alla ristrutturazione di un intero edificio pubblico, all'evidenza non finalizzate a valorizzare le migliorie al progetto posto a base d'asta, che era invece relativo alla ristrutturazione soltanto di parte del fabbricato esistente, ponendone (indebitamente) i relativi oneri economici a carico dei concorrenti, con sostanziale alterazione dei caratteri essenziali delle prestazioni richieste. Ancora, il bando è stato ritenuto illegittimo anche per aver posto a carico dei concorrenti il pagamento di un corrispettivo per i servizi di committenza, in favore di un soggetto che peraltro non risultava iscritto all'Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti.

Al Team il merito di avere enucleato un nuovo ed importante tassello nella identificazione dei limiti dell'offerta migliorativa.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avvocati Prof. Fabio Cintioli, Carlo Edoardo Cazzato, Paolo Giugliano e Prof. Antonio Catricalà
Prof. Avv. Fabio Cintioli
Fondatore dello Studio, Professor Fabio Cintioli è stato magistrato ordinario e quindi magistrato al T.A.R. È stato Consigliere di Stato e componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa e assistente presso la Corte Costituzionale. È stato Consigliere giuridico del Presidente del Senato nella XIV legislatura, nonché Segretario Generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. È stato membro di diverse commissioni ministeriali. E’ componente del Comitato Legislativo della Regione Lombardia. Il Professor Cintioli ha svolto e svolge attività di docenza presso diverse Università. La sua attività professionale si concentra in modo particolare nei settori dei servizi pubblici e dei servizi di interesse economico generale, della regolazione dei mercati, del diritto della concorrenza, degli appalti pubblici, del contenzioso nei confronti della Pubblica Amministrazione e del processo amministrativo e contabile. È autore di numerosi articoli e di scritti monografici nel campo del diritto amministrativo e processuale amministrativo e del diritto pubblico dell’economia. Collabora inoltre con numerose riviste specializzate.
Avv. Carlo Edoardo Cazzato
Collabora nello studio legale Lipani Catricalà & Partners l'Avv. Carlo Edoardo Cazzato, nel ruolo di coordinatore della pratice Antitrust & Regulatory.
Prof. Avv. Antonio Catricalà
Vanta una importante carriera nella magistratura ordinaria e amministrativa avendo assunto la presidenza della II Sezione del Consiglio di Stato. Attualmente è avvocato Cassazionista e professore di ruolo di Diritto Privato presso l'Università Telematica Pegaso ed è altresì Presidente dell'OAM e di Aeroporti di Roma.
Avv. Paolo Giugliano
Si occupa di diritto amministrativo e di diritto della concorrenza svolgendo attività giudiziale e stragiudiziale. La sua attività si concentra in modo particolare nei settori dei servizi pubblici e dei servizi di interesse economico generale, della regolazione dei mercati, della concorrenza, degli appalti pubblici. Dottore di ricerca in diritto amministrativo presso l’Università degli Studi del Sannio di Benevento è stato anche assegnista di ricerca e componente di progetti di ricerca nel medesimo Ateneo. Svolge regolarmente attività didattiche in materia di Diritto della Concorrenza e dei Consumatori, Diritto Amministrativo ed Istituzioni di Diritto Pubblico in corsi universitari e post-universitari presso Università italiane. Autore di saggi e commenti in materia di Diritto amministrativo e di Diritto della Concorrenza.
Quali sono le condizioni minime per ritenere che le attività commerciali costituiscano una strategia idonea a produrre effetti anticoncorrenziali?
Avvocati Prof. Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci
È legittimo il bando che, richiamando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, estenda gli interventi previsti nel progetto esecutivo anche ad ulteriori parti di opere nello stesso non previste?
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'Avvocato Prof. Andrea Gemma il riconoscimento "Il contenzioso del mese di ottobre", davanti la Corte di Cassazione.

Il Prof. Avv. Andrea Gemma si aggiudica la tappa del mese di ottobre del Premio "Il contenzioso dell'anno", grazie alla vittoria ottenuta con l'ordinanza del 27 marzo 2019, n. 25920 della Corte di Cassazione in favore di una importante compagnia di assicurazione vertente sulla modalità di stipulazione del contratto, tema sempre attuale nell'ambito del diritto civile.

In particolare, nella pronuncia la Sezione III della Suprema Corte ha affermato il principio, negato invece dalla corte territoriale, per cui i modi di conclusione del contratto non sono derogabili dall'autonomia privata. Il contratto, invero, si perfeziona quando l'accettazione giunge a conoscenza del proponente (art. 1326 c.c.) o con il mancato rifiuto della proposta (art. 1333 c.c.), o con le procedure indicate altrove dalla legge, ma non possono concepirsi schemi alternativi. Altra questione è che proposta ed accettazione possano perfezionarsi per fatti concludenti o per attuazione (nel caso dell'accettazione). Su tale principio, la Corte di Cassazione ha perciò evidenziato l'erroneità della decisione della Corte di Appello sia per non aver esaminato completamente il fatto controverso, vale a dire la manifestazione di volontà circa i modi di conclusione delle polizze, sia per aver ritenuto che potesse dirsi raggiunto l'accordo (e per implicito provato) per l'effetto del solo inserimento della proposta in una sede telematica, senza che fosse mai stata manifestata una accettazione.

Si comprende come questo precedente sia destinato a riverberarsi per il futuro su tutte le fattispecie negoziali della medesima tipologia, quanto mai diffusa in questi tempi.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Prof. Avv. Andrea Gemma
I modi di conclusione del contratto non sono derogabili dall'autonomia privata.
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: all'Avv. Francesco Silvio Dodaro il riconoscimento "Il contenzioso del mese di novembre", per il diritto amministrativo.

L'Avvocato Francesco Silvio Dodaro si aggiudica la tappa del mese di novembre del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie alla vittoria ottenuta davanti al Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 22 novembre 2019, n. 7975, che ha accolto l'appello promosso dal concorrente al concorso per l'assunzione di agenti di Polizia municipale a tempo indeterminato, avverso la sentenza del TAR Puglia, Sez. II, n. 01739/2010, di rigetto del ricorso con il quale era stata censurata l'omessa valutazione del titolo di laurea da parte della Commissione del concorso per mancata indicazione del voto di laurea, senza preliminarmente esercitare il c.d. dovere di soccorso ex art. 6 L. 7 agosto 1990, n. 241.

Il contenzioso è di grande interesse perché valorizza la finalità dell'istituto del c.d. soccorso istruttorio, dando particolare rilievo alla circostanza che, nell'ambito dei concorsi pubblici, l'attivazione del c.d. soccorso istruttorio è tanto più necessaria in ragione degli obiettivi della procedura comparativa che, in quanto diretta alla selezione dei migliori candidati a posti pubblici, non può essere alterata nei suoi esiti da meri errori formali, come accadrebbe se un candidato meritevole non risultasse vincitore per una mancanza facilmente emendabile con la collaborazione dell'amministrazione. Il danno, prima ancora che all'interesse privato, sarebbe all'interesse pubblico, considerata la rilevanza esiziale della corretta selezione dei dipendenti pubblici per il buon andamento dell'attività della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).

In quest'ottica, il limite all'attivazione del soccorso istruttorio coincide, a giudizio della V Sezione del Consiglio, con la mancata allegazione di un requisito di partecipazione ovvero di un titolo valutabile in sede concorsuale, poiché, effettivamente, consentire ad un candidato di dichiarare, a termine di presentazione delle domande già spirato, un requisito o un titolo non indicato, significherebbe riconoscergli un vantaggio rispetto agli altri candidati, in palese violazione della par condicio. In ogni altro caso, invece, ove il candidato abbia allegato i titoli da valutare con la diligenza a lui richiesta, il soccorso istruttorio va attivato, qualora dalla documentazione presentata dal candidato residuino margini di incertezza facilmente superabili, rispondendo tale scelta amministrativa ad un principio di esercizio dell'azione amministrativa ispirata a buona fede e correttezza.

Un risultato rilevante, che ha segnato l'identificazione di un altro importante tassello nella materia del soccorso istruttorio nell'ambito dei procedimenti amministrativi con particolare riguardo ai concorsi pubblici.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv. Francesco Silvio Dodaro
La scelta di attivazione del soccorso istruttorio risponde al principio di esercizio dell'azione amministrativa secondo buona fede e correttezza.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Antonio Rizzo e Alessandro Belfiore il riconoscimento "Il contenzioso del mese di novembre", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

Gli Avvocati Antonio Rizzo e Alessandro Belfiore si aggiudicano la tappa del mese di novembre del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Suprema Corte, grazie al successo ottenuto con la sentenza del 21 novembre, n. 30442, pronunciata dalla I Sezione Civile in accoglimento del ricorso proposto per la cassazione della sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 686/2014. La questione trattata è certamente singolare e prende le mosse dall'esigenza di consentire, nei casi estremi di insolvenza del concessionario - al quale lo Stato italiano abbia delegato poteri espropriativi ai fini della realizzazione di un'opera pubblica - il conseguimento dell'indennizzo da parte del soggetto che, come nella specie, sia stato il destinatario della vicenda ablativa a favore della P.A.; in questi casi si impone di far discendere dall'art. 42, terzo comma, Cost., l'esistenza di un obbligo della P.A. beneficiaria dell'espropriazione di provvedere al pagamento del ristoro dovuto. Ciò, s'intende, non per effetto del superamento delle regole che colgono nel concessionario il titolare dell'obbligo indennitario, ma attraverso l'individuazione di un autonomo obbligo di garanzia -piuttosto che per arricchimento senza causa - subordinato all'insolvenza del debitore principale, che riposa sulla necessità, costituzionalmente imposta, di assicurare l'effettivo realizzarsi del bilanciamento di interessi tra il titolare del bene ablato e la P.A. che persegue, attraverso l'espropriazione, finalità di interesse generale.

D'altra parte, è evidente che la garanzia del serio ristoro non può essere limitata alla mera astratta previsione del diritto di conseguire l'indennizzo, ma deve dispiegarsi su un piano di effettività delle situazioni giuridiche soggettive e dei rimedi giurisdizionali. In tale prospettiva e richiamando la giurisprudenza della CEDU, discende che lo Stato italiano è tenuto ad esercitare la vigilanza ed il controllo per tutta la durata della procedura di espropriazione, fino al pagamento del relativo indennizzo, cosicché è responsabile per non aver adottato le misure necessarie a garantire che le somme accordate a titolo di indennità per l'espropriazione fossero effettivamente versate al titolare del bene ablato.

Il contenzioso è di grande rilievo perché segna l'immediata operatività nel diritto interno di una particolare forma di responsabilità dello Stato Italiano, la cui affermazione in precedenza richiedeva l'attivazione del ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per violazione del diritto al rispetto dei propri beni patrimoniali, di cui all'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Antonio Rizzo e Alessandro Belfiore
Delegata dei poteri connessi all'espropriazione ai fini della sua acquisizione al patrimonio pubblico: la delega può sollevare lo Stato da responsabilità?
CONTENZIOSO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
Il contenzioso dell'anno: agli Avvocati Paola Cozzi, Giuseppe Lepore, Antonello Mandarano e Maria Lodovica Bognetti il riconoscimento "Il contenzioso del mese di dicembre", per il diritto amministrativo.

Gli Avvocati Paola Cozzi, Giuseppe Lepore, Antonello Mandarano e Maria Lodovica Bognetti si aggiudicano l'ultima tappa del Premio "Il contenzioso dell'anno" grazie al successo ottenuto davanti al Consiglio di Stato, Sez. IV, con la sentenza 31 dicembre, n. 8919, che ha accolto l'appello promosso nell'interesse del Comune di Milano avverso la sentenza T.A.R. per la Lombardia - Sede di Milano, che aveva accertato il diritto della società ricorrente allo scomputo anche del costo di costruzione relativo alla realizzazione di una multisala cinematografica.

Il contenzioso è di interesse perché chiarisce la portata della disposizione di cui all'art. 16, comma 2, D.P.R. n. 380 del 2001 nel senso che la previsione dello scomputo degli oneri di urbanizzazione non può estendersi al costo di costruzione; si legge tra le righe della motivazione, in particolare, che l'ammissione della negoziabilità delle modalità solutorie delle obbligazioni tributarie (o, comunque, disciplinate dal diritto pubblico) cozzerebbe frontalmente con i principi costitutivi su cui si regge il vigente sistema di contabilità pubblica, fondato sulla generale e rigida indisponibilità anche per l'Amministrazione, salve specifiche e puntuali disposizioni legislative, di tutta la disciplina del tributo (o, comunque, della prestazione patrimoniale imposta) per come delineata dalla legge. Inoltre nella decisione è categoricamente esclusa anche la possibilità di richiamare l'istituto della compensazione, posto che si tratta di un istituto ontologicamente diverso dalla facoltà di scomputo di cui all'art. 16 cit. In effetti, la compensazione (che, peraltro, nel settore tributario opera solo in base ad espressa previsione normativa - cfr. art. 8, comma 6, L. n. 212 del 2000) valorizza a fini estintivi dell'obbligazione la compresenza, in capo all'Amministrazione ed al contribuente, di individuate ragioni contrapposte di credito/debito, laddove lo scomputo del costo di costruzione derogherebbe, senza alcuna base legislativa, all'ordinaria regulajuris di natura pubblicistica per cui il pagamento dei tributi (e, più in generale, delle prestazioni di diritto pubblico) si fa in moneta.

Si tratta all'evidenza di un arresto giurisprudenziale rilevante che, sul piano concretamente applicativo, ha fatto emergere profili innovativi.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv.ti Paola Cozzi, Giuseppe Lepore, Antonello Mandarano e Maria Lodovica Bognetti
Sull'interpretazione restrittiva della disposizione di cui all'art. 16, comma 2, d.p.r. n. 380 del 2001 e sulla natura tributaria del costo di costruzione.
CONTENZIOSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Il contenzioso dell'anno: all'Avvocato Ennio Abonante il riconoscimento "Il contenzioso del mese di dicembre", per il contenzioso davanti la Corte di Cassazione.

L'Avvocato Ennio Abonante si aggiudica l'ultima tappa del Premio "Il contenzioso dell'anno" per il contenzioso davanti la Suprema Corte, grazie al successo ottenuto con l'ordinanza del 12 dicembre 2019, n. 32498 pronunciata dalla III Sezione Civile in accoglimento del ricorso proposto per la cassazione della sentenza del Tribunale di Paola, di rigetto della domanda di risarcimento dei danni ad apparecchiature domestiche a seguito di uno sbalzo di tensione verificatosi sulla rete elettrica. Il Giudice di Pace aveva rigettato la domanda, con pronuncia confermata dal Tribunale, secondo cui la domanda andava qualificata ai sensi dell'art. 2050 c.c. e, quanto al merito, se da una parte era stato provato il nesso causale con i danni lamentati, per converso era emerso il fortuito evento interruttivo dello stesso, concretizzato dal distacco di un cavo della linea elettrica avvenuto in occasione di condizioni meteo avverse.

La Corte di Cassazione ha, invece, ritenuto che il fatto come accertato dal giudice di merito non permettesse di essere sussunto, ovvero legalmente ricondotto, nella fattispecie di caso fortuito, rilevante ai fini dell'interruzione del nesso causale escludente la responsabilità da attività pericolosa e ciò in quanto, dal fatto quale accertato, nulla emergeva dei motivi del distacco del cavo, genericamente riferito alla presenza di condizioni meteo affatto buone e con significativo vento, senza che niente si sapesse della effettiva portata di queste ultime e quindi della possibilità delle stesse di essere apprezzate come effettivamente straordinarie e per ciò tali da vanificare le necessarie misure di prevenzione e manutentive.

Una pronuncia che, avendo riconosciuto l'attività di produzione e distribuzione dell'energia elettrica quale attività pericolosa ai fini della responsabilità ex art. 2050 c.c., ha indubbiamente il merito di aver elevato il livello di efficienza richiesto ai distributori di energia elettrica, al contempo garantendo gli utenti per i danni, non infrequenti, da sbalzi di tensione.

Un risultato, quindi, giuridicamente rilevante ed al contempo dalle evidenti ricadute positive per gli utenti.

Massimiliano Mangano

Chiara Campanelli

Avv. Ennio Abonante
Responsabilità dei danni ad apparecchiature domestiche a seguito di sbalzo di tensione verificatosi sulla rete elettrica.